Spazi intergenerazionali

Progettare uno spazio pubblico intergenerazionale significa pensare fin dall’inizio a come fasce d’età diverse possono coesistere e, in alcuni casi, incontrarsi nello stesso luogo.

Perché il tema è urgente adesso

Secondo i dati Istat, l’Italia è uno dei paesi più vecchi d’Europa, insieme a Grecia, Finlandia, Portogallo, Germania e Bulgaria, in cui gli over 65 rappresentano circa il 24% della popolazione. Allo stesso tempo, le famiglie con bambini piccoli hanno sempre meno spazi dedicati al gioco all’aperto nelle aree urbane dense.

Queste due tendenze convergono sullo stesso problema: la domanda di spazio pubblico di qualità cresce, mentre l’offerta rimane spesso ferma a logiche progettuali datate che servono una fascia d’età alla volta.

Cosa dice l’OMS sugli spazi urbani a misura di tutte le età

Il programma Age-Friendly Cities dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, attivo dal 2006 e oggi adottato da centinaia di città nel mondo, identifica gli spazi pubblici aperti come uno degli otto pilastri fondamentali di una città a misura di Terza Età. Le linee guida OMS indicano che uno spazio pubblico inclusivo deve garantire panchine e aree di sosta a intervalli regolari, superfici antisdrucciolo e percorsi accessibili, protezione dal sole e dalle intemperie e prossimità tra aree di gioco per bambini e zone di sosta per adulti e anziani.

Quest’ultimo punto è spesso sottovalutato. La vicinanza fisica tra un’area gioco e una zona di sosta non è solo una comodità per i nonni che accompagnano i nipoti. È una scelta progettuale che genera interazione spontanea, riduce l’isolamento delle persone anziane e aumenta la percezione di sicurezza per i bambini.

Come si traduce in scelte progettuali concrete

Uno spazio intergenerazionale ben riuscito nasce da una visione unitaria dello spazio. Alcuni principi pratici:

La connessione visiva tra le zone è fondamentale. Un genitore o un nonno deve poter tenere d’occhio i bambini che giocano senza dover stare in piedi accanto all’attrezzatura. Ma è possibile anche realizzare percorsi pedonali, ludici o didattici, che permettano all’adulto di giocare con il bambino.

Le pavimentazioni devono rispondere a esigenze diverse simultaneamente: antisdrucciolo per anziani e bambini, ammortizzante nelle zone di caduta, tattile nei percorsi di orientamento. Non sono requisiti in conflitto, con i prodotti giusti si possono risolvere in un’unica soluzione integrata.

Le attrezzature fitness outdoor, se correttamente posizionate rispetto alle aree gioco, creano naturalmente uno spazio di compresenza tra adulti attivi e bambini senza che le due funzioni si disturbino a vicenda. In alternativa le stesse aree fitness possono essere pensate per diverse fasce di età.

Il valore aggiunto per chi commissiona il progetto

Per un comune, uno spazio intergenerazionale ben progettato risponde contemporaneamente a più obiettivi istituzionali: inclusione, riduzione dell’isolamento sociale, promozione dell’attività fisica, valorizzazione del territorio. È un investimento che si giustifica facilmente anche in sede di rendicontazione dei fondi pubblici.

Per un architetto, è l’occasione di dimostrare che la qualità progettuale non è incompatibile con i vincoli normativi e di budget anzi, è proprio dentro quei vincoli che si esprime la competenza vera.

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